Parrocchia Cuore Immacolato di Maria
Arcidiocesi di Palermo

   
 

 

 
 

La chiesa Maria SS. Annunziata risale al 1114. Fu costruita dai Padri Basiliani per volere di re Ruggero II con annesso convento quale rifugio per i viandanti che venivano dal calar della sera. Per lunghi anni questa chiesa accolse nel suo cimitero sotterraneo le salme di molti notabili misilmeresi; nel suo laterale destro vi è il sarcofago di Beatrice figlioletta del principe Del Bosco. Quali vestigia della presenza dei Padri Basiliani vi resta la statua di Sat'Antonio Abate e poiché, cessato il rito bizzantino in Italia, nel 1538 vi subentrarono i Padri Carmelitani, anche questi vi hanno lasciato a testimonianza della loro presenza protrattasi fino al 1644, una bella statua della Madonna del Carmelo. Riaperto al culto nel 1731 per la presenza di un piccolo nucleo di  monache domicane di clausura che si dedicarono  all'educazione dei figli del popolo; la chiesa tornò ad essere, come prima, centro di spiritualità e di aggregazione, e le sue campane scandivano la vita quotidiana del popolo e le varie funzioni dell'anno liturgico. IMisilmeresi conservano ancora ben radicate nel loro animo alcune antiche devozioni quali la sentita partecipazione alla novena e all'ottavario dell'immacolata, il mese di maggio,  le processioni dell'immacolata, del Cristo morto e l'Addolorata, della Madonna del Mese di Maggio, del SS. Crocifisso, S. Giuseppe e del Santo Patrono S.Giusto Martire. In Questo contesto storico devozionale si innesta una figura di donna innamorata di Dio e della sua gente: la venerabile serva di Dio Madre Antonia La Lia. Figlia di un magistrato misilmerese, diciassettenne chiese ad ottenne di vestire  l'abito domenicano delle suore Collegine nel Collegio di Maria di Misilmeri. Sr Madre Antonia santificò con la sua vita di umiltà profonda questo luogo, ma questa virtù non le impedì di seguire gli eventi del tempo; onde scongiurare conflitti tra nazioni scrisse allo Zar di russia e a Napoleone e loro predisse le disastrose conseguenze che poi si avverarono. Il Generale La Masa, deciso ad occupare il Collegio di Maria si arrese alle sue parole decise e convincenti, e poiché Madre Antonia lo trattenne "volutamente" egli scampò da un agguato e divenne in seguito per gratitudine, il protettore di questo luogo. L'amore alla Vergine Santa fu in lei intenso e inscindibile da quello di Gesù Eucarestia. Cooperò con Padre Valentino Baudo e a Padre Girolamo Lo Presti alla nascita della confraternita del Cuore Immacolato di Maria, che ebbe la sua prima sede nella chiesa del collegio,ne curo l'espandersi e il radicarsi nella preghiera e nella devozione espressa nel quotidiano. Dopo 37 anni Madre Antonia fondo a Roma la Congregazione delle Suore Domenicane missionarie di San Sisto, desiderando dal profondo del suo essere di portare ai fratelli la parola, l'amore, la buona novella: "Cristo ci ha salvati e ci ha liberati". Oggi  le sue figlie hanno varcato i confini per portare nel mondo questo lieto messagio.